venerdì 15 febbraio 2013

Città - Paese: 1 - 0



Sono nata e vissuta in un piccolo paese. Il classico posto dove ci si conosce tutti. Ho sempre pensato di voler vivere lì la mia vita, o comunque in dintorni non troppo lontani. Il vero motivo di questa mia forte convinzione è unico, sebbene spesso abbia spiegato la cosa con molti perché. “Perché voglio vicina la mia famiglia”. “Perché è una realtà tranquilla”. “Perché adoro questo posto”. “Perché voglio stare al mare”. “Perché mi piacerebbe che i miei futuri figli crescessero in questa realtà”. Ero così convinta che di fronte ad un’eventuale trasferimento altrove mi prendeva l’ansia. Non che non sia mai uscita di casa prima d’ora, perché ho studiato fuori, però un conto è vivere altrove e sapere che sarà per un periodo e un conto è decidere di organizzare stabilmente la propria vita in un’altra città. Ecco, io sapevo che ero soltanto un’ospite in quella città, che quello era il posto in cui studiavo ma non la “mia” città. In realtà, uno e soltanto uno è il motivo che spiega il mio storico e categorico no ad un eventuale trasferimento: la famiglia. Il pensiero di vivere distante dai miei mi prendeva male, malissimo. Poi ho capito che rifiutare a priori qualsiasi esperienza, quindi anche quella di vivere fuori casa, mi avrebbe portato solo a rimpianti. Rinunciare a una cosa, senza neanche averla provata e conosciuta, non rientra nelle mie corde. Cosi, ho deciso che una chance me la sarei data. E me la darò anche in futuro. 
Questo mio ossessivo desiderio aveva inevitabilmente influenzato anche le scelte della persona che ho accanto che, di fronte alla possibilità di tornare dalla città in cui lavorava, ha lasciato tutto ed è tornato. Per un tentativo, perché poi questa stessa città dopo soli sei mesi lo ha visto ritornare, stavolta più deciso e più forte, perché sostenuto anche da me. Si, avevo deciso che ci avrei provato. Un'opportunità me la sarei data. Oggi, ne sono più che convinta. Non tanto di quella città, ma della città in generale. La trovo stimolante. Il mio carattere è decisamente compatibile con le caratteristiche di un ambiente grande, che per molti possono essere pregi e per altri difetti. Chiaramente il “problema” famiglia rimane irrisolto e ci sarà, però penso di poter riuscire a trovare un giusto compromesso di vicinanza-distanza. Il che significa che prevedo trasferimenti facilmente raggiungibili. Ai posteri l’ardua sentenza.

10 commenti:

  1. Ogni posto ha pregi e difetti... quelli che vivono nelle piccole realtà si lamentano perchè appunto è piccola, chi vive nella grandi città lamenta tanto stress dovuto alla vita frenetica e all'alto tasso di rumori... io vivo in un piccolo paese di 3.000 anime e se riuscissi a trovare un lavoro fisso per me sarebbe un sogno rimanere qui... io dico sempre : "chi vivrà vedrà!" Buona serata! Bacio!

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    1. Il tuo paese è più o meno come il mio. Tuttavia, dopo aver provato la città voto quest'ultima;) è davvero una cosa personale, anche io ho sentito molte persone che amano la città e chi, viceversa, ama il paese. Buona serata anche a te, io ho una pausa ma tra poco rinizio a lavorare, quindi stasera sono di lavoro:( baci

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  2. Noi qui abitiamo in un paese, molto vicino alla città, ma pur sempre ad una città di provincia. Non offre molto, ma alla fine dipende sempre dagli obiettivi che uno si pone. Di sicuro questo paese è il posto ideale per far crescere bambini, tranquillo ed in mezzo alla natura, per contro, le opportunità di servizi e lavoro sono limitate. Potrei decidere di cambiare? Si credo di si, ed anzi, più passa il tempo, più ne ho voglia.

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    1. Opportunità lavorative? Nel mio paese non ci sono. Ecco un altro motivo che mi spinge altrove.

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  3. L'ideale sarebbe vivere in un paese poco lontano dalla città... anche io vivo il tuo stesso dilemma. Da un lato non voglio allontanarmi troppo dalla mia famiglia, dall'altro il paese mi annoia e "mi spegne"!

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    1. hai detto bene, il paese mi spegne proprio.

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  4. Princi le tue parole avre potuto scriverle io, paro paro, cambiando 'mare' con 'montagna'. Ma il significato e i sentimenti che ci stanno dietro sono gli stessi. L'anno scorso ho letteralmente 'congelato' la mia vita perchè ero paralizzata fra la scelta della vita che avevo sempre fatto negli ultimi 10 anni (via da casa, in ambienti multiculturali e stimolanti), e il bisogno di stare vicino alla mia famiglia, in quella 'piccola città' dalla quale ero fuggita appena potuto, alla fine del liceo.
    Adesso ho (almeno, credo di) capito che tornare qui è stato fare violenza su me stessa, e che se rimanessi solo per i miei sarebbe comunque voler soffocare quella che sno diventata e che ho fatto anche fatica per diventare. Sto cercando di ripartire, senza fasciarmi la testa su cosa sarà, pensando che devo cercare con tutte le mie forze di vivere la mia vita adesso. e che se restassi, rinunciando a tutto in nome della famiglia, finirei per accontentarmi e farmi andare bene qualche cosa che bene non è.
    A tornare si fa sempre in tempo...ma per partire bisogna farlo ora!
    :-)

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    1. Penso anche io che finiresti per accontentarti. Ed è quello che provo anche io quando penso di ritornare al mio paese, mi accontenterei. E già mi prende male il pensiero, figuriamoci quando davvero ritornerò. Sarò sicuramente su questi schermi, ti farò sapere;)

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  5. Anch'io voto assolutamente la città! Il problema della lontananza dalla famiglia è qualcosa che mi preoccupa e ovviamente cerco di conciliare le due cose, anche se oggigiorno è difficilissimo, perchè quasi mai il lavoro si trova vicino casa :(

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    1. Anche io cercherò di conciliare la mia vita con la mia famiglia, assolutamente. Spero di riuscirci nel migliore dei modi;)

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